Google discover: scopri cos’è, come funziona e come comparirci

Google discover: scopri cos'è, come funziona e come comparirci
Indice dei contenuti

Google Discover è uno dei canali più interessanti attraverso cui un sito può ottenere visibilità organica e traffico qualificato, anche senza che l’utente effettui una ricerca specifica. A differenza della tradizionale pagina dei risultati di Google, Discover propone automaticamente articoli, video e altri contenuti selezionati in base agli interessi della singola persona.

Per aziende, professionisti ed editori, apparire nel feed può significare raggiungere un pubblico nuovo nel momento in cui manifesta interesse verso un determinato argomento. Non esiste, tuttavia, una procedura che garantisca l’ingresso in Google Discover. Il risultato dipende dalla combinazione tra qualità editoriale, pertinenza, autorevolezza, immagini, esperienza mobile e corretta ottimizzazione tecnica.

In questa guida vedremo che cos’è Google Discover, come funziona, quali contenuti può mostrare e come aumentare le possibilità che le pagine di un sito vengano selezionate.

Google discover: scopri cos'è, come funziona e come comparirci logo dw
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Che cos’è Google Discover

Google Discover è un feed personalizzato che propone contenuti collegati agli interessi dell’utente. Fa parte dell’ecosistema di Google Search, ma non richiede l’inserimento di una parola chiave nella barra di ricerca.

Il feed può mostrare articoli, approfondimenti, notizie, video, contenuti evergreen e pagine pubblicate anche diverso tempo prima, purché risultino ancora pertinenti rispetto agli interessi della persona. Non è quindi riservato esclusivamente alle notizie dell’ultima ora.

Google personalizza il feed utilizzando informazioni come l’attività web e nelle app, gli argomenti seguiti, le precedenti interazioni e altri segnali collegati agli interessi dell’utente. Due persone possono quindi visualizzare contenuti completamente differenti, anche quando si trovano nello stesso luogo o utilizzano il medesimo dispositivo.

Come funziona Google Discover

Nella Ricerca Google tradizionale è l’utente a esprimere un bisogno attraverso una query. Google analizza la richiesta e restituisce le pagine considerate più pertinenti.

Con Google Discover il processo è differente: è Google a prevedere quali contenuti potrebbero interessare alla persona e a inserirli nel feed. Il sistema cerca quindi di mettere in relazione tre elementi:

  • gli interessi dell’utente;
  • gli argomenti trattati dalla pagina;
  • la qualità e l’affidabilità complessiva del contenuto.

Discover utilizza molti dei sistemi impiegati dalla Ricerca Google per individuare contenuti utili, affidabili e pensati per le persone. La personalizzazione individuale assume però un ruolo molto più rilevante rispetto alla normale SERP.

Per questo motivo, la stessa pagina può ottenere migliaia di visualizzazioni nel feed di alcuni utenti e non comparire affatto per altri. La distribuzione può inoltre aumentare o interrompersi rapidamente, senza che ciò corrisponda necessariamente a una penalizzazione SEO.

Dove si trova Google Discover

Google Discover è accessibile principalmente attraverso l’app Google e alcune esperienze Google disponibili su smartphone e tablet. La presenza del feed può variare in base al dispositivo, alla lingua, al paese e alle impostazioni dell’account.

Nell’app Google, l’utente può normalmente gestire Discover entrando nel proprio profilo, aprendo le impostazioni generali e attivando o disattivando la relativa opzione. Su alcuni dispositivi Android il feed può essere raggiunto anche scorrendo verso destra dalla schermata principale.

Le voci dell’interfaccia possono cambiare in seguito agli aggiornamenti dell’applicazione. Per questo è preferibile fare riferimento alle impostazioni correnti del proprio dispositivo, invece di considerare definitive procedure basate su menu precedenti.

Differenza tra Google Discover, Ricerca Google e Google News

Google Discover, la Ricerca Google e Google News possono mostrare contenuti provenienti dal web, ma rispondono a logiche differenti.

Nella Ricerca Google, l’utente inserisce una query e cerca attivamente una risposta. Il posizionamento dipende dalla capacità della pagina di soddisfare quello specifico intento di ricerca.

In Google Discover, l’utente non formula una domanda. Google propone contenuti che ritiene coerenti con i suoi interessi, con il suo comportamento e con le tendenze del momento.

Google News, invece, è maggiormente orientato all’informazione giornalistica, alle notizie recenti e alle pubblicazioni editoriali. Essere presenti in Google News non è un requisito necessario per comparire in Discover.

Un contenuto può quindi ottenere risultati nella Ricerca tradizionale ma non in Discover, oppure ricevere un forte incremento di traffico da Discover pur non occupando le prime posizioni per una determinata parola chiave.

Quali contenuti possono apparire su Google Discover

Una pagina può essere considerata idonea per Google Discover quando è indicizzata da Google e rispetta le norme relative ai contenuti del feed. Non sono richiesti tag speciali, una sitemap dedicata, il formato AMP o particolari dati strutturati.

L’idoneità tecnica non garantisce però la visualizzazione. Google seleziona autonomamente i contenuti da mostrare sulla base degli interessi degli utenti, della qualità della pagina e degli altri segnali disponibili.

Nel feed possono apparire:

  • articoli informativi e guide;
  • approfondimenti su temi di attualità;
  • analisi di settore;
  • video;
  • contenuti editoriali evergreen;
  • recensioni e confronti realmente utili;
  • storie, esperienze e casi concreti;
  • aggiornamenti rilevanti per uno specifico pubblico.

Anche un articolo meno recente può riemergere quando torna a essere pertinente. Un approfondimento su climatizzazione, viaggi, fiscalità o marketing stagionale, per esempio, può ricevere nuova visibilità quando aumenta l’interesse verso quell’argomento.

Come apparire su Google Discover

Non esiste un pulsante per inviare direttamente una pagina a Google Discover e non è possibile acquistare il posizionamento organico nel feed.

L’obiettivo realistico non deve quindi essere “entrare sicuramente in Discover”, ma costruire un sito che presenti le migliori condizioni editoriali e tecniche per essere selezionato.

Google consiglia di pubblicare contenuti che:

  • rispondano agli interessi reali del pubblico;
  • offrano informazioni originali o approfondimenti distintivi;
  • raccontino bene un argomento;
  • utilizzino titoli rappresentativi;
  • includano immagini grandi e pertinenti;
  • garantiscano un’esperienza di pagina soddisfacente;
  • evitino sensazionalismo e clickbait.

La possibilità di ottenere visibilità aumenta quando l’intero sito dimostra una chiara specializzazione tematica, invece di pubblicare contenuti generici e scollegati tra loro.

Creare contenuti utili e pensati per le persone

La qualità non coincide con la semplice lunghezza dell’articolo. Un contenuto è utile quando permette al lettore di comprendere l’argomento, risolvere un problema o prendere una decisione senza essere costretto a cercare immediatamente altre fonti.

Per aumentare la qualità è necessario aggiungere elementi che vadano oltre una sintesi delle informazioni già presenti online. Possono contribuire:

  • esempi concreti;
  • dati verificabili;
  • opinioni motivate da esperienza professionale;
  • immagini originali;
  • procedure operative;
  • confronti;
  • casi studio;
  • domande frequenti;
  • aggiornamenti realmente sostanziali.

Google invita inoltre a chiarire chi ha creato il contenuto, come è stato realizzato e perché è stato pubblicato. Questi elementi aiutano il lettore a valutare competenza, trasparenza e affidabilità della pagina.

Scegliere argomenti adatti a Google Discover

La ricerca delle parole chiave rimane utile per comprendere domande, problemi e interessi del pubblico, ma Discover non funziona attraverso una corrispondenza diretta con le query.

Una strategia efficace deve unire SEO tradizionale, analisi del pubblico e capacità editoriale. È possibile lavorare su tre categorie principali.

Contenuti di attualità

Affrontano novità, cambiamenti normativi, aggiornamenti tecnologici, eventi, tendenze e sviluppi recenti. Possono ottenere visibilità rapidamente, ma spesso hanno un ciclo di vita breve.

Contenuti evergreen

Rispondono a esigenze ricorrenti e restano utili nel tempo. Guide approfondite, tutorial, glossari e confronti possono comparire anche mesi dopo la pubblicazione, quando tornano pertinenti per un determinato utente.

Contenuti stagionali

Intercettano interessi che aumentano in specifici periodi dell’anno. Turismo, manutenzione, fiscalità, formazione, casa, salute, sport e attività commerciali offrono numerose opportunità stagionali.

La scelta deve comunque essere coerente con il pubblico e con la specializzazione del sito. Pubblicare su argomenti popolari ma estranei al proprio settore difficilmente costruisce autorevolezza duratura.

Costruire autorevolezza tematica

Un singolo articolo può ottenere visibilità, ma una strategia sostenibile richiede la costruzione di una copertura tematica riconoscibile.

Un sito specializzato in web marketing, per esempio, può collegare contenuti dedicati a SEO, Google Search Console, content marketing, Core Web Vitals, intelligenza artificiale e analytics. Ogni articolo approfondisce un aspetto specifico, mentre i collegamenti interni aiutano utenti e motori di ricerca a comprenderne le relazioni.

L’autorevolezza tematica non si ottiene ripetendo la stessa parola chiave in molte pagine. Nasce dalla capacità di coprire un argomento da prospettive differenti, aggiornare i contenuti e fornire risposte realmente approfondite.

Scrivere titoli adatti a Google Discover

Il titolo deve comunicare chiaramente il contenuto della pagina e creare interesse senza promettere qualcosa che l’articolo non mantiene.

Un titolo efficace può evidenziare:

  • un beneficio concreto;
  • un problema specifico;
  • una novità;
  • una guida;
  • un confronto;
  • un dato significativo;
  • una domanda realmente sentita dal pubblico.

Sono invece da evitare formule eccessivamente sensazionalistiche, informazioni volutamente nascoste e promesse sproporzionate. Espressioni come “non crederai a quello che è successo” possono generare curiosità, ma non aiutano Google e l’utente a comprendere il vero argomento.

Google raccomanda espressamente di evitare clickbait, esagerazioni, titoli fuorvianti e immagini costruite per manipolare l’attenzione.

Scrivere titoli adatti a Google Discover

Utilizzare immagini grandi, pertinenti e di qualità

L’immagine è uno degli elementi più importanti della scheda visualizzata in Google Discover. Una fotografia o un’illustrazione efficace può migliorare la comprensione del contenuto e aumentare la probabilità che l’utente scelga di aprire la pagina.

Google raccomanda immagini:

  • larghe almeno 1.200 pixel;
  • con più di 300.000 pixel complessivi;
  • possibilmente adatte al formato orizzontale 16:9;
  • pertinenti rispetto all’articolo;
  • ben ritagliate anche su schermi piccoli;
  • non eccessivamente cariche di testo.

È inoltre opportuno specificare una rappresentazione corretta attraverso og:image o i dati strutturati della pagina. L’immagine principale non dovrebbe essere un logo generico e deve rimanere comprensibile anche quando viene ritagliata automaticamente.

Per consentire a Google di utilizzare anteprime di grandi dimensioni è necessario verificare la presenza della direttiva:

max-image-preview:large

Questa indicazione può essere inserita nel meta tag robots. I principali plugin SEO per WordPress la gestiscono normalmente in modo automatico, ma è opportuno controllarne l’effettiva configurazione.

Migliorare l’autorevolezza dell’autore e del sito

Google non richiede una specifica certificazione per apparire in Discover, ma cerca di privilegiare contenuti affidabili e trasparenti.

Ogni articolo dovrebbe indicare chiaramente:

  • nome dell’autore;
  • competenze professionali;
  • biografia;
  • eventuale pagina personale;
  • data di pubblicazione;
  • data dell’ultimo aggiornamento;
  • fonti utilizzate;
  • responsabilità editoriale del sito.

Una pagina autore completa è particolarmente utile quando vengono trattati argomenti tecnici, economici, sanitari, legali o capaci di influire sulle decisioni delle persone.

La data di aggiornamento deve essere modificata solo quando l’articolo riceve interventi sostanziali. Cambiare la data senza migliorare realmente il contenuto non rappresenta una strategia di freschezza valida. Google consiglia inoltre di mantenere coerenti le date visibili e quelle indicate nei dati strutturati.

Curare la SEO tecnica del sito

La qualità editoriale non è sufficiente quando Google non riesce a scansionare, interpretare o indicizzare correttamente la pagina.

Prima di concentrarsi su Discover è necessario verificare:

  • assenza del tag noindex;
  • accessibilità della pagina a Googlebot;
  • presenza di un URL canonico corretto;
  • sitemap XML aggiornata;
  • utilizzo del protocollo HTTPS;
  • corretta visualizzazione su smartphone;
  • velocità di caricamento;
  • stabilità del layout;
  • assenza di interstitial invasivi;
  • visibilità immediata del contenuto principale.

Un sito lento, instabile o difficile da consultare può limitare la soddisfazione degli utenti. Google considera l’esperienza complessiva della pagina, includendo Core Web Vitals, sicurezza, compatibilità mobile e quantità di elementi pubblicitari invasivi.

I dati strutturati sono obbligatori?

I dati strutturati non sono obbligatori per comparire su Google Discover. La documentazione ufficiale specifica che non sono necessari tag speciali o markup dedicati.

È comunque consigliabile utilizzare correttamente lo schema Article, BlogPosting o NewsArticle, perché può aiutare Google a comprendere informazioni come:

  • titolo;
  • autore;
  • immagine;
  • editore;
  • data di pubblicazione;
  • data di modifica.

I dati strutturati devono rappresentare fedelmente il contenuto visibile nella pagina. Non devono contenere informazioni nascoste, fuorvianti o differenti da quelle presentate al lettore.

Serve utilizzare AMP o pubblicare su Google News?

AMP non è un requisito per Google Discover. Un normale sito responsive, veloce e correttamente indicizzato può essere selezionato senza utilizzare questa tecnologia.

Anche la presenza in Google News non è obbligatoria. Discover può mostrare contenuti provenienti da siti aziendali, blog, portali editoriali e altre fonti del web, purché le pagine rispettino i requisiti generali.

Google News può essere strategicamente utile per un editore giornalistico, ma non deve essere considerato una scorciatoia per entrare nel feed Discover.

Come creare un piano editoriale orientato a Discover

Per una PMI o un professionista, la strategia migliore non consiste nel rincorrere ogni tendenza. È preferibile costruire un piano editoriale coerente con il settore, i servizi offerti e le esigenze del pubblico.

Un piano può includere:

  • guide fondamentali;
  • approfondimenti collegati ai servizi;
  • aggiornamenti normativi;
  • analisi delle tendenze;
  • casi studio;
  • errori frequenti;
  • confronti tra soluzioni;
  • contenuti stagionali;
  • interviste;
  • dati proprietari.

Ogni contenuto dovrebbe avere un obiettivo preciso e aggiungere qualcosa di riconoscibile rispetto alle pagine concorrenti. L’esperienza diretta dell’azienda, i dati raccolti e i casi realmente affrontati possono diventare elementi editoriali difficili da replicare.

Come monitorare il traffico da Google Discover

Lo strumento principale per verificare le prestazioni è Google Search Console. Quando un sito raggiunge una quantità minima di impression, nella sezione relativa alle prestazioni può comparire un report dedicato a Discover.

Il report permette di analizzare:

  • clic;
  • impression;
  • CTR medio;
  • pagine;
  • paesi;
  • date;
  • tipologie di visualizzazione disponibili.

A differenza del report della Ricerca Google, non mostra le query e non presenta una posizione media, perché l’utente non sta effettuando una ricerca tradizionale.

Il report può essere filtrato per pagina, periodo e paese. È utile confrontare intervalli temporali differenti, individuare gli articoli che ricevono più esposizione e comprendere quali argomenti generano maggiore interesse.

In alcune proprietà Google sta inoltre introducendo un report sperimentale dedicato alle impression generate dalle funzionalità di intelligenza artificiale presenti in Discover. La disponibilità è progressiva e non riguarda ancora necessariamente tutti i siti.

Perché il traffico da Discover può diminuire improvvisamente

Il traffico proveniente da Discover è generalmente più variabile rispetto a quello generato dalla Ricerca Google.

Una diminuzione può essere causata da:

  • cambiamenti negli interessi del pubblico;
  • riduzione della popolarità dell’argomento;
  • stagionalità;
  • maggiore concorrenza;
  • cambiamenti nei formati mostrati dal feed;
  • aggiornamenti dei sistemi di Google;
  • perdita di pertinenza del contenuto;
  • problemi tecnici o di indicizzazione.

Google invita a considerare Discover come una fonte di traffico supplementare, non come un canale completamente prevedibile. Un aumento improvviso non deve quindi portare a dipendere esclusivamente dal feed.

La strategia più solida consiste nel combinare Discover con SEO tradizionale, newsletter, social media, traffico diretto e altri canali di acquisizione.

Cosa controllare quando il traffico Discover cala

Quando si verifica una diminuzione è opportuno evitare modifiche impulsive e analizzare il problema con metodo.

Bisogna controllare:

  1. eventuali azioni manuali nella Search Console;
  2. stato di indicizzazione delle pagine;
  3. modifiche recenti al sito o al tema;
  4. immagini principali e anteprime;
  5. presenza di max-image-preview:large;
  6. variazioni nella velocità o nell’esperienza mobile;
  7. aggiornamento e accuratezza dei contenuti;
  8. stagionalità dell’argomento;
  9. confronto tra pagine e periodi;
  10. eventuali cambiamenti nella domanda del pubblico.

Una flessione non indica automaticamente una penalizzazione. Può semplicemente significare che l’interesse degli utenti si è spostato verso altri temi.

Errori da evitare nell’ottimizzazione per Google Discover

Uno degli errori più frequenti è trattare Discover come una normale pagina dei risultati di ricerca. Inserire ripetutamente una parola chiave non garantisce maggiore distribuzione nel feed.

Bisogna inoltre evitare:

  • titoli clickbait;
  • immagini generiche o di bassa qualità;
  • contenuti superficiali;
  • aggiornamenti di data non accompagnati da modifiche sostanziali;
  • articoli creati esclusivamente per inseguire tendenze;
  • informazioni prive di fonti;
  • eccessiva pubblicità;
  • pagine lente o difficili da leggere;
  • immagini con troppo testo;
  • pubblicazioni su temi estranei alla specializzazione del sito.

Anche la condivisione sui social media può aumentare la conoscenza del contenuto e generare visite, ma non rappresenta una garanzia diretta di ingresso in Google Discover.

Checklist per aumentare le possibilità di apparire su Google Discover

Prima di pubblicare o aggiornare un articolo, è utile verificare che:

  • il contenuto risponda a un interesse reale;
  • l’argomento sia coerente con il sito;
  • le informazioni siano complete e aggiornate;
  • siano presenti elementi originali;
  • il titolo rappresenti correttamente la pagina;
  • l’immagine principale sia larga almeno 1.200 pixel;
  • l’immagine sia pertinente e poco testuale;
  • la pagina sia indicizzabile;
  • sia attivo max-image-preview:large;
  • autore e date siano chiaramente visibili;
  • il sito funzioni correttamente su mobile;
  • non siano presenti pubblicità o popup invasivi;
  • i dati strutturati siano coerenti;
  • i risultati vengano monitorati nella Search Console.

Migliora la visibilità del tuo sito su Google Discover

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Google Discover: riepilogo dei principali fattori di ottimizzazione

ElementoCosa verificarePerché è importante
IndicizzazionePagina accessibile, indicizzata e senza noindexSolo le pagine indicizzate possono essere considerate
QualitàContenuto completo, utile e originaleAumenta affidabilità e interesse per il pubblico
TitoloChiaro, descrittivo e non clickbaitComunica correttamente il tema della pagina
ImmagineAlmeno 1.200 px, pertinente e poco testualeFavorisce anteprime grandi e riconoscibili
AnteprimaPresenza di max-image-preview:largeConsente a Google di mostrare immagini più ampie
AutoreNome, biografia e competenze visibiliRafforza trasparenza e autorevolezza
DatePubblicazione e aggiornamento coerentiAiuta Google e utenti a valutare l’attualità
MobileLayout responsive e navigazione sempliceDiscover è fortemente legato all’esperienza mobile
PerformanceBuoni Core Web Vitals e caricamento rapidoMigliora l’esperienza complessiva della pagina
MonitoraggioReport Discover in Search ConsolePermette di analizzare clic, impression e CTR

FAQ – Domande frequenti

1. Che cos’è Google Discover?

Google Discover è un feed personalizzato che mostra articoli, video e altri contenuti collegati agli interessi dell’utente. A differenza della Ricerca Google, non richiede l’inserimento di una query: è Google a selezionare preventivamente le pagine che potrebbero risultare utili o interessanti per la persona.

2. Come si fa ad apparire su Google Discover?

Non esiste una procedura di iscrizione o invio manuale. Una pagina deve essere indicizzata, rispettare le norme di Google e offrire contenuti affidabili, pertinenti e ben presentati. Immagini grandi, autorevolezza, buona esperienza mobile e qualità editoriale possono aumentare le possibilità di selezione, senza garantirla.

3. È necessario utilizzare dati strutturati per Google Discover?

No. Google specifica che non sono necessari dati strutturati o tag speciali per essere idonei. Il markup Article o BlogPosting rimane comunque utile per descrivere autore, titolo, immagine, editore e date, aiutando il motore di ricerca a comprendere meglio la pagina.

4. Quali immagini bisogna utilizzare per Google Discover?

Google raccomanda immagini pertinenti larghe almeno 1.200 pixel, con una risoluzione superiore a 300.000 pixel complessivi e adatte al formato orizzontale. È meglio evitare loghi generici, immagini poco leggibili e grafiche contenenti troppo testo. Deve inoltre essere consentita un’anteprima di grandi dimensioni.

5. Quanto tempo serve per apparire su Google Discover?

Non esiste una tempistica definita. Una pagina può essere selezionata poco dopo la pubblicazione, comparire diversi mesi più tardi oppure non apparire mai. La distribuzione dipende dagli interessi degli utenti, dalla qualità del contenuto, dall’argomento e dagli altri segnali utilizzati dai sistemi di Google.

6. Google Discover mostra solamente contenuti recenti?

No. Il feed può mostrare notizie recenti, ma anche guide e contenuti evergreen pubblicati in precedenza. Un articolo meno recente può tornare visibile quando diventa nuovamente pertinente rispetto agli interessi, alla stagionalità o alle attività di un determinato utente.

7. Come si controlla il traffico proveniente da Google Discover?

Il traffico si controlla principalmente attraverso il report Discover di Google Search Console. Quando il sito raggiunge una quantità sufficiente di impression, il report mostra clic, impression e CTR, con possibilità di analizzare i risultati per pagina, data, paese e altre dimensioni disponibili.

8. Perché il report Discover non appare in Search Console?

Il report viene mostrato solo quando la proprietà ha raggiunto una soglia minima di impression in Discover. La sua assenza non indica necessariamente un errore tecnico. Può semplicemente significare che il sito non ha ancora ottenuto una quantità di visualizzazioni sufficiente per attivare il report.

9. Google News è necessario per entrare in Google Discover?

No. Google News e Google Discover sono servizi differenti. La presenza in Google News può essere utile per gli editori giornalistici, ma non costituisce un requisito per Discover. Anche blog aziendali, siti specializzati e portali informativi possono essere selezionati direttamente dal feed.

10. Il traffico di Google Discover è stabile?

Generalmente no. Il traffico può variare rapidamente in base agli interessi degli utenti, alla stagionalità, alla concorrenza, agli aggiornamenti di Google e alla rilevanza dell’argomento. Per questo Discover dovrebbe essere considerato un canale aggiuntivo e non l’unica fonte di traffico organico del sito.

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Luca-De-Santis - Titolare Doctor Web Agency: Digital strategist - consulente di web marketing - web designer - consulente seo sem

Dott. Luca De Santis

Ciao, il mio nome è Luca De Santis, web masterconsulente SEO e fondatore di Doctor Web Agency, un’agenzia di  comunicazione e web marketing al servizio della piccola e media impresa.

Ho realizzato questo blog per aiutare imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, a sfruttare il web per acquisire nuovi clienti automaticamente.

Amo sviluppare progetti di Web Marketing  per startup, professionisti e PMI sin dalla realizzazione del logo per poi sviluppare la presenza nel mondo del web. E di questo, con la passione e l’esperienza, ne ho fatto la mia attività lavorativa principale che oggi svolgo insieme al mio team di collaboratori.

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